People between tradition and modernity, and sometimes they come back.

domenica 9 novembre 2008

Un voce fuori dal coro


Auguri ad Obama. In questa atmosfera di entusiasmo generale-globale per la sua vittoria io mi sento moderatamente entusiasta.

Innanzitutto per rifiuto di ogni atteggiamento retorico e per scaramanzia. Credo fermamente che le cose possano cambiare e per questo motivo preferisco attendere e riservarmi di osservare con occhio attento la sua azione e i suoi risultati piuttosto che glorificarlo e caricare di aspettative il suo mandato. Inoltre perché spero che questa prudenza possa portargli bene, un Obama efficace sin da subito potrebbe infatti portare dei benefici anche in Italia e soprattutto in Sardegna in vista delle Regionali 2009.

Un secondo motivo è dovuto al fatto che guardo a ciò che sta succedendo in America attraverso le lenti di quella che percepisco essere la situazione italiana e, più in particolare, sarda dentro il contesto italiano. Guardare l’American Dream attraverso queste lenti è un po’ come vedere attraverso uno specchio deformante, così potente da modificare non solo le immagini ma anche i suoni. Ecco che, con questa lettura, tutto appare caricaturale e maccheronico sino al ridicolo.

Lodare la società aperta, dove tutto è possibile, dove il cambio è realizzabile, dove contano feedback e opportunità mi appare incommensurabilmente distante da quella che di fatto è una società bloccata, scarsamente meritocratica e incapace di generare opportunità che non siano quelle di una scatola magica televisiva da scegliere all’ora di cena. Quando si è incapaci di generare opportunità al proprio interno è molto più facile vagheggiare il sogno di un “El dorado” anziché creare i presupposti per realizzarle. E’ una strategia che, sino a tempi molto recenti e in parte anche adesso, è stata funzionale alla copertura delle responsabilità della classe dirigente italiana.

Se a queste lenti si aggiungono quelle sarde allora la deformazione rischia di diventare opacità e miopia dove, da un lato, non si distinguono i contorni di quelli che sono i veri riformatori e innovatori locali e, dall’altro, si sfuocano quelli che provengono da Oltreoceano.

Perciò preferisco cantare fuori dal coro, conservare e sostenere genuinamente l’importanza del messaggio che Obama porta con sé ed invitarvi alla lettura de "Il Codice di Perelà" di Aldo Palazzeschi. E’ un romanzo futurista, spesso sottovalutato, che, tra i vari piani di analisi, testimonia sui rischi della personificazione delle idee.

DA NON PERDERE, "SORU, ALLA GRANDE!"
Riporto il video tratto da "Le invasioni barbariche", dell'intervista di Daria Bignardi a Renato Soru (Presidente della Regione Autonoma della Sardegna) andata in onda su La7 venerdì 7 novembre. L'intervista si conclude con una frase che forse potrebbe giá diventare il motto delle Regionali 2009:"Soru, alla grande."



Una volta, in un' intervista, Italo Calvino disse " In Italia le cose semplici non vengono mai dette. Questa epidemia ha colpito la nostra politica, i nostri giornali, la nostra burocrazia. E' l'antilingua, l'imprecisione, la ridondanza, il barocchismo inutile."

29/11/2008
Sono passate poche settimane da questo post ed è successo di tutto: Renato Soru si è dimesso e il "Caso Sardegna" sta diventando un caso nazionale. Riporto l'editoriale di Giovanni De Mauro, direttore di "Internazionale" , pubblicato anche su www.altravoce.net. Sembra quasi che abbia letto il mio post... ;-))

«Tutti cercano gli Obama,introvabili in Italia tra i giovani Pd. Al limite,
l'outsider Soru più estraneo all'establishment»

"È sempre con una punta di soddisfazione che si seguono le disavventure altrui, come l'imbarazzante duello per la leadership del partito socialista francese, con accuse di brogli e insulti degni del parlamento italiano. Ma è una soddisfazione di cui bisognerebbe vergognarsi. Tutti cercano gli Obama europei. Senza capire che il nuovo presidente statunitense ha vinto anche perché è un outsider, lui e la moglie Michelle non provengono dalle famiglie dell'élite, è un politico nero a cui soltanto otto anni fa il partito non concesse l'accredito per assistere alla convention di Los Angeles. Con tutto il rispetto, qui da noi non è tra i “giovani” del partito democratico che sembra nascondersi l'eventuale Obama italiano. Al limite è più estraneo all'establishment politico un ricco imprenditore come Renato Soru, che in televisione è impacciato, suda e sta in silenzio, e in Sardegna fa proposte rivoluzionarie come il divieto di costruire in una fascia di trecento metri dal mare".

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