People between tradition and modernity, and sometimes they come back.

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giovedì 15 luglio 2010

Una lettera d´estate

Lo scrivere e l' aspettare di ricevere una lettera hanno una sorta di fascino misterioso. A maggior ragione, in una torrida estate come questa che non risparmia nessun angolo d´Europa (anche oggi ci sono 36 gradi..), una lettera d'estate diventa un po’ come un libro per l'estate. E come un libro, con tanta luce e calore, si carica di inebriante energia.

A proposito, il mio libro per questa estate, che ho quasi terminato, è "Il cuore dei Briganti" di Flavio Soriga. Ho letto quasi tutto di Soriga e mi sono sempre piaciuti i suoi romanzi ed è anche per questo che ho comprato questo suo ultimo lavoro. Inizialmente però la sua lettura non mi ha convinto come le altre volte, forse perché non pensavo che mi sarei trovato di fronte un romanzo picaresco. Poi però sono entrato nella parte e devo dire che adesso mi sta coinvolgendo parecchio. Un' avventura fuori dal tempo nell'isola di Hermosa (forse l´isola che conosciamo...).

(Foto Senzaoggetto 2010)

domenica 24 gennaio 2010

La "Fly Generation"



Non hanno conosciuto gli anni della Rivoluzione Culturale e tantomeno la vita dei loro padri prima dell´apertura economica del 1978. E´la generazione nata a partire dagli anni ´80.

La scrittrice Mian Mian ne ha descritto alcuni aspetti nei suoi romanzi underground Panda Sex e Candy e qualche sociologo occidentale si é spinto sino a chiamarla la "Cash Generation". In Cina viene comunemente definita la "Fly Generation": é composta da quei giovani che, a differenza dei loro padri, vogliono cogliere tutte le opportunita´che il boom economico porta con sé, in altre parole voglion volare in alto.

Come tutte le generazioni del boom ha giá i suoi simboli, i suoi gusti e le sue canzoni.

venerdì 22 gennaio 2010

10 anni di email


Pensavo fosse spam invece era un calesse...a parte gli scherzi, pensavo fosse spam ed invece era hotmail che mi ringraziava per utilizzare la stessa casella di posta elettronica da 10 anni. Wow! Così in fretta passa un decennio?! E dire che l'indirizzo attuale nacque per essere temporaneo. Avevo già da qualche anno un account con il mio nome e cognome per esteso separati dal segno di "trattino in basso " , conosciuto meglio come "under score", però dimenticai la password e al terzo tentativo mi fu bloccato l'accesso. Prova e riprova alla fine mi misi a creare di fretta un altro account, le possibilità erano più limitate e, alla fine, non so come, il nuovo divenne fab sempre con il trattino e il resto del cognome. Un indirizzo asimmetrico, incompleto. Ma così è rimasto e adesso dopo un decennio è ancora lì come me a sorseggiare in aereo del succo di pomodoro rigorosamente servito con sale e un pizzico di pepe...proprio come un decennio fa...mmm..squisito! ;-)

giovedì 31 dicembre 2009

Felice 2010!


In attesa che luci, fuochi d'artificio e flash illuminino a giorno la Porta di Brandeburgo non posso che augurare a tutti e tutte un felice, sereno, proficuo Anno Nuovo con la speranza che possa portare ad ognuno almeno una piccola parte di ciò che più desidera e insegue!

Per chi non desidera o insegue niente di particolare che possa almeno portare nuove idee e desideri! ;-)

giovedì 16 aprile 2009

Dieser Zug endet hier


Dopo un lungo inverno, dopo tante energie consumate è un piacere godersi la primavera del giorno della consegna, quasi come concludere una maratona ( che non ho mai corso a parte qualche "Marcialonga" anni '80 nel capoluogo minerario...)! Evviva!

domenica 12 aprile 2009

Tanti Auguri!



(Foto: ovettino al cioccolato su frigorifero).

venerdì 10 aprile 2009

Trasparenza e informazione


Copio e incollo la seconda parte dell'editoriale odierno di Ferruccio De Bortoli (nuovo direttore de "Il Corriere della Sera", nda).

Qui mi fermo. E cam­bio registro. Vorrei tratta­re in breve due temi. Pri­mo: perché un’informa­zione libera, indipenden­te e responsabile fa bene alla democrazia? Non è una domanda retorica.

Senza un'opinione pubblica consapevole e avvertita un Paese non è soltanto meno libero, ma è più ingiusto e cresce di meno. Il cittadino ha pochi strumenti affidabili per decidere, non solo per chi votare, ma anche nella vita di tutti i giorni. La sua classe dirigente fatica a individuare le priorità, lo stesso governo (come avviene nelle aziende in cui tutti dicono di sì al capo) seleziona più difficilmente le buone misure distinguendole da quelle che non lo sono. Il consumatore è meno protetto, il risparmiatore più insidiato. Lo spazio pubblico è dominato dall'inutile e dall'effimero.

Si discute molto, e a ragione, sugli eccessi dell'informazione. Che ci sono, e gravi. Di cui anche noi portiamo le nostre colpe. Si discute poco sui costi della non informazione. Dove c'è opacità il merito non è riconosciuto; quando c'è poca trasparenza le aziende e i professionisti migliori sono penalizzati, i lavoratori onesti posti ai margini, i talenti esclusi. I diritti calpestati. La qualità della cittadinanza modesta.

Colpisce che spesso la classe dirigente italiana, non solo quella politica, consideri l'informazione un male necessario. E sottostimi il ruolo di una stampa autorevole e indipendente.
Tutti l'apprezzano e la invocano quando i giornalisti si occupano degli altri, degli avversari e dei concorrenti. Altrimenti la detestano e la sospettano.

Molti confondono l'informazione con la comunicazione di parte o la considerano la prosecuzione della pubblicità con altri mezzi. Una classe dirigente che non riconosce il ruolo di garanzia dell'informazione dimostra una scarsa maturità e una discreta miopia. La leadership nei processi globali, in particolare in questi momenti di profonda inquietudine e disorientamento, è fatta di informazioni corrette, tempestive e credibili. Il dibattito vero fa emergere le politiche migliori, quello falso o reticente solo quelle che appaiono in superficie le più percorribili e all'apparenza le meno costose. Insomma, con i cantori a pagamento e gli spin doctors improvvisati non si va da nessuna parte.

Il secondo tema che vorrei trattare riguarda l'utilità dei giornali. Vivono una crisi profonda, questo è vero. Ma non sono mai stati così letti. Sulla carta e online. Ci sarà una ragione se un navigatore che vuole un'informazione credibile accede più facilmente al sito di una testata storica. La Rete è una grande piazza democratica ma il confine fra vero e falso, effimero e sostanziale, lecito e illecito è assai sottile. E poi c'è un'altra ragione. Guardatevi intorno: quali sono i simboli che vi ricordano tradizione, appartenenza, storia della vostra comunità? Sono pochi, pochissimi.

Un'alluvione di marchi e format globali. In strada, in tv e nella Rete. Persino la vostra squadra del cuore parla una lingua diversa. A volte capita che solo in edicola e in libreria si abbia la certezza di trovarsi nel proprio Paese. Con il suo giornale un lettore si sente sempre a casa. A suo agio. Con uno strumento (anche di lavoro) affidabile per interpretare realtà complesse.

Sentirsi parte attiva di una comunità ed essere contemporaneamente cittadino del mondo. Ecco perché un buon giornale cambierà, si trasformerà, si integrerà di più con Internet, ma resterà sempre un pezzo insostituibile della nostra identità nazionale, l'anima e la ragione per la quale stiamo insieme. Il Corriere racconta e dà voce all'Italia che ce la fa. L'Italia migliore, quella che abbiamo visto all'opera in questi giorni di lutto e solidarietà nazionale. E se le nascondesse difetti e limiti finirebbe per amarla di meno. Il che non è nemmeno pensabile.
fdebortoli@corriere.it


Link: "Quell' Italia che ce la fa" da www.corriere.it

mercoledì 8 aprile 2009

Schede tematiche e bibliografiche...














Da qualche tempo sono alle prese ( di nuovo) con catalogazioni, schede tematiche, schede bibliografiche, organizzazione logica dei testi, ecc. ecc. ....

domenica 1 febbraio 2009

Enrico Rava, Quinteto e pensieri

Enrico Rava, la sala piu' importante dell' auditorium del Parco della Musica di Roma è strapiena, jazz in diretta su radio tre questa sera. Tutto grazie al messaggio di un amico "ORA IN ONDA IL CONCERTO DI ENRICO RAVA SUL SITO DI RADIO 3", adesso il cronista informa che "le luci si spengono in sala, tra poco entrerà in scena il Quinteto di Enrico Rava", per me è il terzo concerto jazz di quest'anno dopo quelli live di Giorgio Crobu e Filomena Campust ( che sarà di nuovo qui a Berlino il 14 marzo).

Fa nuovamente freddo, Prenzlauerberg è stata nuovamente imbiancata da una soffice coltre di neve, ho scattato qualche foto al Mauer Park.

Il concerto è iniziato, collego le casse, nel mentre termino gli "houseworks" prima che cominci la settimana. Yes, Jazz!

Ma prima un pò di surfing su internet, leggo un articolo de "L'Espresso" di questa settimana dedicato alla campagna elettorale in Sardegna quando ormai mancano due sole settimane. Si intitola "Soru sfida il cavaliere sardo" e lo trovo un bell'articolo soprattutto per la capacità di ricreare certe atmosfere dei paesi sardi. Paesi sardi in inverno quando il freddo placa gli animi, forse l'inverno aiuterà più Soru. Più razionalità per questa Sardegna d'inverno, l'estate arriverà come sempre e allora sì che il Cavaliere potrà cantare. Ma da solo, con Apicella.

Alcune parti dell' articolo:

Sant'Antioco, mezzogiorno di un sabato di gennaio, il Pierre Pub sembra il saloon di un film western, bancone di legno e birre a volontà, il paese è tutto qui, ad assistere a un duello spettacolare: il pescatore contro il governatore. «Lei ha vietato le ferrettare, perché dovremmo votarla?»,

Duecento chilometri più a nord si muove l'avversario: Silvio Berlusconi alla conquista della Sardegna, «la nostra isola», la chiama lui. La campagna elettorale la fa in albergo: al Carlos V di Alghero, un casermone sulla costa dedicato all'imperatore che nel 1541 arrivò qui e promosse sul campo i suoi abitanti: «Todos caballeroS". Subito dopo ordinò di requisire il bestiame degli algheresi per le sue truppe e lo fece macellare nella piazza Civica.


Ufficialmente il candidato alla presidenza della regione Sardegna del Pdl alle elezioni del 15 e 16 febbraio sarebbe un certo Ugo Cappellacci. Il figlio del commercialista deila Certosa che impiega metà dei suoi comizi a spiegare che lui è sardo e Soru uno xenofobo. In Forza Italia raccontano che dopo averlo imposto il premier si è già pentì to. La prima uscita è stata un disastro: gli uomini di Silvio hanno stracciato il discorso di Cappellacci e l'hanno riscritto parola per parola. E Berlusconi ha pensato che forse sarebbe stato meglio candidare una donna.

"Ma Cappellacci c'entra poco. Il vero match è tra di loro, Renato e Silvio, mister Tiscali contro Sua Emittenza. Nei prossimi giorni verranno gli inviati della stampa internazionale, "Le Monde, "Liberation", "Daily Telegraph", per raccontare una campagna elettorale mai vista: un premier che nel pieno della crisi economica mondiale passa tutti i fine settimana in Sardegna a promettere piani Marshall di investimento straordinario per l'isola e un governatore che si imbarca in una corsa all'antica, picaresca, on thè road, paese per paese: Berchidda, Gonnesa, Siniscola, Dorgali, San Giovanni Suergiu... Spiegamento di forze mediatico senza paragoni per un'elezione regionale, per capire se il duello sardo è l'anticipo di quello nazionale. Due ricchi imprenditori entrati in politica, entrambi proprietari di giornali, entrambi destinati a suscitare amori e odi, eppure distanti in tutto: perfino nel senso dell'umorismo. "




Soru si aggrappa a una vezzosa sciarpetta pervinca, il colore di Tiscali, per proteggersi dal maestrale e macina chilometri a bordo della sua Audi, va a cercarsi i voti uno a uno. «Non voglio filtri, intermediazioni», ripete. Anche a costo di affrontare le contestazioni. A Fluminimaggiore, tremila abitanti, murales di Corto Maltese lungo la strada, l'ex presidente arriva all'ora di pranzo.

Una gara personale, nel vuoto della politica, nel deserto lasciato dai partiti. Anche in Sardegna le bandiere sono sparite, le sezioni non esistono più, i segretari locali non si incontrano mai, a fare da battistrada al candidato presidente rimangono solo i sindaci. Il Pd, il partito di Soru, arriva dilaniato alla sfida.


Durante il giro di Soru nel Sulcis, dove Cabras ha la sua base elettorale, il senatore non si e mai fatto vedere e ha annunciato che nella settimana prima del voto sarà in America per una missione parlamentare: provvidenziale per non essere messo nella scomoda necessità di chiedere voti per l'odiato governatore uscente.


Ma chissà, se dopo un anno di sconfitte del Pd Soru ferma il conquistatore di Arcore in Sardegna molte cose sono destinate a cambiare anche in Italia. Anche Berlusconi l'ha capito: toccherà a Soru l'alieno provare a far ruzzolare per terra il suo strapotere. E non solo lì dove soffia il maestrale.

giovedì 29 gennaio 2009

Il tempo vola


Non ci posso credere, siamo già al 29 e quasi non mi sono accorto che anche gennaio è passato. Tanti progetti in corso, tante scadenze, tante idee, poco tempo per il blog, oggi è il giorno della newsletter settimanale, mi serviva questo post....

giovedì 1 gennaio 2009

Casa dolce casa


Dopo un viaggio di dodici ore è una bellissima sensazione quella di aprire la porta di casa e trovare tepore e le cose esattamente come lasciate. Stranamente in ordine questa volta.

Partenza alle 5.15 dall'autarchica cittadina mineraria, un'ora di macchina sino a Decimomannu e nel mezzo un fitto banco di nebbia tra Siliqua e Uta che ci costringe a ridurre la velocità a 60 Km/h. La stazione ancora chiusa e poi l'arrivo del capostazione con tanto di sorriso e aguri di buon anno, non male un pò di umanità tra binari arrugginiti e la nuova cartellonistica Trenitalia.

Tempo di sentire galli e cani in lontananza per poi vedere comparire i fari prima opachi poi più intensi della "Freccia della Sardegna". Un locomotore diesel con quattro carrozze e tanti giovani di rientro dal capodanno cagliaritano: scenderanno tutti tra San Gavino e Oristano. Poi a Macomer Trenitalia informerà che il treno ha accumulato un ritardo di 35 (trentacinque!) minuti e si scuserà con i clienti ma quando arriverà a Olbia sarà ormai stato ridotto a diciannove. In ogni modo tutti ormai aspettano il Talgo spagnolo.

Olbia "La Grassa" (me lo concedete?) è sempre la stessa: un microclima primaverile, nuove costruzioni e un aspetto molto ordinato (saranno i preparativi in vista del G8?). L'imbarco è dall' uscita sei ma non è ben indicato o io sono ancora addormentato..tant'è…mi accorgo di essere al "gate" sbagliato appena dieci minuti prima dell'imbarco. Ma va tutto bene, Easyjet è puntualissima, l'aereo è pieno e il cielo sereno sino alla cintura alpina. Ho il tempo di fotografare Trento, Rovereto, Arco e Mezzolombardo con l'inserabile Mezzocorona perché poi diventerà impossibile.

Tutta la Germania è coperta da una spessissima coltre di nubi, quando alle 15.15 tocchiamo terra a Berlino è praticamente già buio, il bordo pista innevato e la colonnina del mercurio segna meno quattro. Silenzio intorno. Perchè siamo in Germania e perchè mi si sono tappate le orecchie. S-Bahn, Alexander Platz e poi U-Bahn sempre in questa strana atmosfera silenziosa e quasi ovattata. Poi apro il portone, attraverso il buio hinterhof, salgo le scale e finalmente apro la porta di casa.

Nel mentre ho mandato e ricevuto messagini di auguri, a proposito...auguri di nuovo per un sereno, fortunato e ricco 2009!!!

domenica 14 dicembre 2008

Sud del mondo


Un pick-up bianco a fari accesi si immette lentamente in una strada vicinale al calar della sera. Il cielo è grigio e un albero spoglio ricorda che siamo in inverno, per il resto questo contesto periferico sub-urbano potrebbe essere qualunque luogo in Andalusia, Sulcis o Catamarca (provincia del nord-ovest argentino, ndr).
Un mix di lentezza, fatalismo, estrema attenzione per la ripetitività di ogni gesto del quotidiano.


Da qualche giorno, forse per poter riuscire ad influenzare più voti possibili alla vigilia delle prossime regionali, l'edizione in rete de L'Unione Sarda è di nuovo consultabile gratuitamente. E' qui che ho trovato questa foto relativa ad un articolo sul piano degli insediamenti produttivi a S.Antioco.

(Foto: Unione Sarda)

domenica 10 agosto 2008

Un pomeriggio georgiano.


Circa mille georgiani vivono e lavorano a Berlino. Erano almeno duecento quelli che, questo pomeriggio,hanno partecipato al sit-in contro la guerra organizzato davanti alla sede del Ministero degli Esteri della Germania.
Sotto un cielo insolitamente (?)autunnale ho scattato alcune foto. Le pubblico con un pensiero particolare rivolto a L., A. e alla sua famiglia augurando che i negoziati in corso portino ad una rapida cessazione delle ostilità.

Per capire le ragioni della crisi vi rimando all'approfondimento di L.Perini da poco rientrato dalla Georgia. Cliccare su questo link.















A Georgian afternoon.


About a thousand Georgians live and work in Berlin. At least two hundred of them took part this afternoon in the sit-in against war organised in front of the German Ministry of Foreign Affairs.
Even if it was raining, I took some pictures. I publish them thinking particularly about L., A. and her family, and wishing that the ongoing negotiations will lead to a rapid cessation of hostilities.

(Foto: 2008 Quilmes)

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Queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons.

sabato 9 agosto 2008

Cinquemila anni in una notte.


Al civico 31 della Greifenhagenerstr. di Berlino c'è un ristorante cinese dal nome improbabile (WOK SHOW, ndr) ma dai contenuti originali, soprattutto se confrontati con i “soliti” ristoranti cinesi. La prima particolarità è che il proprietario è anche un artista e per questo la sala si presenta come una galleria d’arte. La seconda è che il cibo è ottimo: una festa di sapori e freschezze che esprimono il meglio negli “Jiao-zi”, una via di mezzo tra i pilmeni russi e i culurgiones sardi, facendo dimenticare le tradizionali fritture cariche di olio o l’anatra arrosto con il maiale in agrodolce.
E’ qui che questo pomeriggio ho seguito, insieme ad alcuni miei colleghi, la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2008 di Pechino. Una cerimonia memorabile, cinquemila anni di storia in una notte. Creatività, idealismo e ottimismo uniti a professionalità, rigorosità e precisione. Per cinque ore ho guardato la Cina da una prospettiva diversa, e desidero considerarla per quello che vedo: è la gentilezza della mia collega cinese, il sorriso della signora che gestisce il ristorante, il desiderio di emancipazione e di miglioramento di intere generazioni di cinesi. Tutto questo non deve far dimenticare le contraddizioni, il Tibet e anche le sfide che la crescita cinese porta con sé. Ma stasera preferisco pensare a cinquemila anni di storia vissuti in una notte.

Five thousand years in one night.


Walking in Greifenhagenerstr. 31 Berlin there is a Chinese restaurant called “Wok Show”. The name does not sound so special, but this place is unique when compared with “traditional” Chinese restaurants abroad.
The first peculiarity is that the owner is also an artist and so the room looks like an art gallery. The second is that the food is excellent: an explosion of tastes and flavours that express the best in the "Jiao-zi", something in between Russian pilmeni and Sardinian culurgiones.
It was there that this afternoon I followed together with some of my colleagues the opening ceremony of the 2008 Olympics in Beijing. A memorable ceremony, five thousand years of history in one night. Creativity, idealism and optimism combined with professionalism, rigour and precision. For five hours I looked at China from a different perspective, and I want to see it as it appears: it is the kindness of my Chinese colleague, the smile of the lady who manages the restaurant and the desire for emancipation and improvement of entire generations of Chinese people. All this should not obscure the contradictions, Tibet and also the challenges that China's growth brings with it. But tonight I prefer to think about five thousand years of history lived in one night.

(Foto: 2008 Quilmes)

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martedì 22 luglio 2008

Serve un Manifesto.


Forse i tempi odierni richiedono un nuovo Manifesto dell'Individuo. Lo dico pensando soprattutto a quelle categorie di persone escluse dalle attuali trasformazioni economiche, politiche e sociali in corso in Italia e, più in generale, nel mondo. Trasformazioni che interessano tutti ma che rappresentano (o almeno così vengono percepite) opportunità per pochi e rischi per la maggioranza degli esclusi.
Come rimediare a questo? Come allargare la partecipazione e permettere ai più di cogliere queste opportunità?
Se la soluzione deve partire dal basso allora occorre un nuovo Manifesto dell'Individuo, ovvero un nuovo modo di intendere la propria individualità basandola sui principi di responsabilità individuale, auto-formazione, auto-apprendimento, consapevolezza e visione di lungo termine, progettualità e fiducia.
A questi principi occorre però affiancare un nuovo senso di solidarietà e di comunità capace di mitigare e bilanciare i potenziali effetti negativi di una interpretazione eccessivamente utilitaristica ed egoistica di questo nuovo individualismo. Solo così si potrà ripartire.

(Foto: 2008 Quilmes)

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domenica 6 luglio 2008

Viaggio e idee.


Il viaggio suscita molte idee in chi ne ha già molte di idee,e ne suscita molte poche, anzi in qualche maniera le toglie in chi ne ha poche. Il viaggio ha proprio questo, quello shock, quel toglierti dal tuo habitat, dalle tue sicurezze che però ha proprio questi due esiti: cioè esalta chi è già esaltato di idee e deprime chi è già depresso di idee (Aldo Grasso sul programma di Fabio Volo).
(Fonte: www.corriere.it)

venerdì 4 luglio 2008

Sardegna andata e ritorno


Stasera quasi per caso mi sono imbattuto in questo sito "Sardegna Andata e Ritorno" (http://sardegnaandataeritorno.blogspot.com) che forse è un pò la chiave di volta di un percorso che volge alla sua meta naturale. Ho letto velocemente la lista dei nomi e ci sono volti amici (Alice e Omar per esempio) e conosciuti (G.Angioni, A.Aresu, ecc.), tante belle energie. Forse è vero che "la retroguardia di oggi sarà l'avanguardia di domani, perchè il mondo gira!".

domenica 29 giugno 2008

Ribaltando le prospettive.


Questo fine settimana mi è mancato l'aeroporto di Malpensa, mi stavo quasi abituando a questo pendolarismo al contrario. Eh sì! Perchè alla fine gli spostamenti sono stati sempre Sud-Nord e quindi è una bella sensazione vivere come anche un posto tradizionalmente periferico in senso geografico e non solo ( Cagliari in questo caso) possa assumere una sua centralità rispetto a una capitale culturale e politica dell' Europa confinandola quasi ad un ruolo marginale. Ovviamente tutto questo avviene dentro il mio vissuto, ma non solo. E comunque alla fine è il nostro vissuto quello che più conta e credo sia importante sperimentare come le prospettive possano essere ribaltate, come le cose possano cambiare e come da nuove convinzioni possano nascere nuovi comportamenti (febbraio 2008).
Foto: ho-yeol_ryu_flug_2005

sabato 28 giugno 2008

Correva l’anno …2006


Riporto alcune riflessioni buttate giù su un foglio qualche anno fa, durate uno dei miei tanti spostamenti “pre-Talgo” lungo la dorsale ferroviaria sarda.
“La dicotomia centro-periferia, vincitori- vinti ( perdenti), partecipi-esclusi.
Un viaggio Decimomannu-Olbia delle 6.50 puo'dire tanto di una regione che rimane profondamente rurale, mentalmente vitale ma disposta ad accettare che le idee vengano lasciate, assopite, abbandonate.
Olbia e' vitale. Olbia e'ricca e dinamica rispetto all'interno e se ne colgono i segni negli occhi delle bariste e dei baristi.
Cagliari e' feudale, o meglio giudicale. La mobilità sociale e' pressoché nulla e ormai la forbice sociale si e' allargata lacerando il tessuto urbano. Piazza S.Michele da un lato, con il suo cemento e la sua edilizia povera dai colori latinoamericani, Piazza Rebubblica dall'altro, centro geografico del salotto urbano che si apre poi verso Monte Urpinu e il Poetto.
Intorno il suo hinterland. Villaggi e paesi dalle vie strette che portano con se' le ambizioni delle generazioni potenzialmente emergenti espulse dal centro o relegate ancora ai bordi.”
(Foto: © 2008 Quilmes)

Concrete Hotel.


Il Concret Hotel è un hotel molto... concreto, il mio sogno da bambino, il mio mio prossimo investimento. Dieci Concret Hotel, dieci moduli pre-fabbicati della condotta idraulica del Flumendosa lungo la 131, prima del bivio per Barumini subito dopo il distributore. 10 Euro a notte con vista sulla piana di Villacidro e le cime del Guspinese. Buon soggiorno!

(Foto: www.dasparkhotel.net)