People between tradition and modernity, and sometimes they come back.

Visualizzazione post con etichetta Berlino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlino. Mostra tutti i post

lunedì 25 gennaio 2010

Sempre più giù...


No, non mi riferisco alla situazione dei "giovani" in Italia ( vista anche alla luce delle ultime sparate dei Ministri della Repubblica, ai quali lascio comunque le argomentazioni di un italiano all'estero che ho ascoltato mentre attendevo il mio turno per ordinare una pizza: " E chemmefregaamme! Io tanto le tasse le pago qui in Doitschilland!".

Sto parlando delle temperature, berlinesi almeno, che continuano a scendere sempre più in basso. Il mio termometro esterno si rifiuta di segnare sotto lo zero ma in realtà le previsioni per i prossimi giorni parlano molto chiaro...

Lun: -10 ; -17
Mar: -15 ; -21
Mer: -11 : -11 ( + neve)
Gio: 0 ; -6 ( + neve)
Ven: -6 ; -13 ( + neve)




La Sprea ghiacciata (26.01.2010).

mercoledì 13 gennaio 2010

Pupazzi di neve a Berlino

giovedì 31 dicembre 2009

Felice 2010!


In attesa che luci, fuochi d'artificio e flash illuminino a giorno la Porta di Brandeburgo non posso che augurare a tutti e tutte un felice, sereno, proficuo Anno Nuovo con la speranza che possa portare ad ognuno almeno una piccola parte di ciò che più desidera e insegue!

Per chi non desidera o insegue niente di particolare che possa almeno portare nuove idee e desideri! ;-)

lunedì 9 novembre 2009

Bornholmer Straße 2009


Avevo pensato di non partecipare ai festeggiamenti per il ventennale della Caduta del Muro di Berlino e quindi niente partecipazione al concerto gratuito degli U2 davanti alla Porta di Brandeburgo, niente visita nel fine settimana al museo del Muro o lungo le vie tra la Potsdamer Platz ed il Reichstag dove è stato ricostruito una sorta di “Muro Domino” fatto di tanti blocchi colorati che cadranno l’uno sull’altro questa sera.







Insomma non mi affascinava questa sorta di grande fenomeno turistico mediatico, questa grande operazione di marketing metropolitano organizzata ancora una volta con grande professionalità dalle autorità germaniche.












Cercavo un sentimento più intimo e autentico per vivere con discrezione questo evento, quasi fosse una delle tantissime celebrazioni che avvengono in tanti luoghi di provincia per ricordare un caduto, una scoperta, un’invenzione e che nessuno, nel resto del mondo, segue.








L’ho trovato lungo il ponte della Bornholmer Straße, nel cuore della vecchia Berlino-Est,nel quartiere di Prenzlauerberg, giusto pochi isolati da casa.















Fu qui che la notte del 9 Novembre 1989 si aprì il primo varco tra Est e Ovest ed è qui che questo pomeriggio cancelliere tedesco Angela Merkel, l'ex presidente di Solidarnosc ed ex presidente polacco Lech Walesa e Mickhail Gorbaciov hanno attraversato simbolicamente questo ponte davanti ad una folla composta, partecipe e molto dignitosa.





La giornata era una di quelle che rimandano alla Berlino di Wenders: grigia, umida, fumosa,” povera ma sexy” come spesso viene definita. In realtà è una Berlino che sta scomparendo anche se ancora resiste in certi quartieri di transizione.









Ho scattato alcune foto.

















martedì 21 aprile 2009

Frattini a Berlino


Il Ministro degli Esteri Franco Frattini si trovava ieri, 20 aprile, a Berlino per colloqui con il suo omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier e col Ministro Federale per la Cooperazione, Ms Heidemarie Wieczorek-Zeul. Nel tardo pomeriggio il Ministro Frattini ha poi tenuto una conferenza presso la Freie Universität di Berlino che ha avuto come tema il G8, di cui l’ Italia ha la Presidenza, con particolare riferimento all’outreach su Afghanistan/Pakistan.


Tra i maggiori sostenitori del “comprehensive approach” e di un equilibrato rapporto tra componente civile e strumento militare, Italia e Germania registrano una tradizionale sintonia sulle priorità dell’azione internazionale nell'aera.
Per la prima volta ho sentito pronunciare il termine “AfPak”. Si tratta di un neologismo dell’amministrazione Obama che sta per Afghanistan e Pakistan. Indica il desiderio del governo americano di adottare una politica ed una strategia comune per risolvere i problemi dei due paesi.


Interessante come Frattini abbia in qualche modo cercato di legittimare l’azione italiana nella zona. facendo riferimento ad una presenza che risale ai primi anni del secolo scorso quando vennero condotte le prime missioni archeologiche e geografiche italiane proprio nei territori compresi tra Afghanistan e Pakistan.





Il pubblico era numeroso, molti gli italiani e ho scattato alcune foto prima, durante e dopo l’evento.

domenica 19 aprile 2009

Primavera

domenica 12 aprile 2009

Istantanee pasquali...

L'immagine satellitare sintentizza con decisione una situazione metereologica molto insolita: l'Italia interamente coperta dalle nubi e la Germania quasi interamente assolata. Le fotografie completano il quadro: mentre nelle coste sud-occidentali sarde imperversava una terribile tempesta al Mauerpark di Berlino si godeva un anticipo di estate decisamente meritato dopo un lungo e buio inverno che pareva interminabile (link aggiornamenti meteo Sardegna).







E poi la buona cucina di casa...

venerdì 27 febbraio 2009

The American Academy in Berlin


"S-bahn S7 direzione Potsdam, scendiamo a Wannsee, la serata è buia, ventosa e piove a dirotto. Fortunatamente l'Accademia non dista troppo dalla stazione, all'ingresso un funzionario controlla
i nostri nomi nella lista degli invitati e possiamo procedere. Un grande giardino, il parcheggio è pieno e l'ingresso principale elegante e con un grande portone bianco.

Attendiamo qualche minuto prima che l'incontro inizi: la maggior parte dei presenti sono giornalisti, tedeschi e americani, studenti universitari, ex-funzionari ( c'è anche l'ex ambasciatore americano a Berlino) e politici. L'età media è piuttosto alta, tante le capigliature grigie e perfettamente pettinate e curate. Qualche signora, poche ragazze. L'atmosfera è molto formale e i ricordi superano le idee. Insomma non è certo questo il posto dove si pensa di cambiare o migliorare il mondo...."

Ieri sera ho assistito all'incontro con Walter H. Pincus nel palazzo della American Academy in Berlin. Giornalista del "The Washington Post" dal 1966 e vincitore nel 2002 del premio Pulitzer, Pincus è una delle personalità più importanti del giornalismo americano.

Il titolo dell'incontro era "What happened to the American Press?" e riguardava principalmente il declino dei giornali tradizionali in America. Secondo molti analisti la causa principale sarebbe da attribuire alla crescita di internet e alla diffusione dei cosiddetti nuovi media (giornali on-line, blog, forum ecc.) ma Walter Pincus ha proposto una tesi più interessante.

La crisi del giornalismo tradizionale andrebbe attibuita al giornalismo stesso incapace in questi anni di ascoltare e seguire le nuove esigenze del suo pubblico, o meglio dei suoi clienti-lettori, e non sempre all'altezza nel limitare il ruolo sempre più crescente degli uffici stampa, principalmente governativi, nell'imporre ai giornalisti l'agenda degli addetti alle pubbliche relazioni.






La "American Academy in Berlin" è stata fondata nel 1994 con il fine di promuovere le relazioni e il dialogo tra i cittadini americani e tedeschi.

La scelta di Berlino testimonia quanto siano forti e speciali i legami politici, storici e culturali tra la capitale tedesca e gli Stati Uniti.

Si trova lungo le rive del Wannsee.


Link:
  • Il Premio Pulitzer è un premio statunitense, considerato come la più prestigiosa onorificenza nazionale per il giornalismo, successi letterari e composizioni musicali. Viene amministrato dalla Columbia University di New York.

domenica 22 febbraio 2009

Cartoline invernali





domenica 23 novembre 2008

Berlino, notte bianca


Non so perchè ma ho come la sensazione che il prossimo sarà un inverno vero e proprio, non "mite" (per quanto possa essere "mite" un inverno berlinese, ndr) come gli ultimi due... Tanto per cominciare ieri sera c'è stata la prima fioccata: ero di ritorno nella Brunnenstr. e ne ho approfittato per girare un mini clip con il cellulare. Posto e chiudo!






lunedì 3 novembre 2008

"YES WE CAN!"

DIRETTA, 05.11.2008: Finisce l'era Bush, stravince Obama. McCain si congratula.

Watch the Sunrise with Democrats Abroad Berlin!
November 4th, 2008 22.30 till Sunrise on the 5th

Babylon Theater
, Rosa Luxemburg Straße 30, 10178 Berlin
More info: www.demsinberlin.de
Live Stream starting at 10:00 PM

Advance tickets Euro 3.50
Tickets Euro 5 at the Door.
All tickects include:
Obama button, DJ, Live Music, Tv, etc.
For sale: Food and Sunrise Drinks, Raffle


RILEGGI:
Obama a Berlino
Aspettative

sabato 1 novembre 2008

Tempelhof, l'ultimo volo


L'ultimo volo commerciale è decollato giovedi scorso alle 22.17, era un Dornier 328 della Cirrus Airlines con destinazione Mannheim. Si è conclusa così, dopo ottantacinque anni di onorato servizio, l'epopea di Tempelhof, sulle cui piste sono state scritte pagine intere della storia tedesca e mondiale. Nell'immaginario collettivo rimarranno indelebili le immagini dei DC-3 che da lì decollarono e atterrarono per tutti gli undici mesi del famoso ponte aereo. Con la sua chiusura se ne va un pezzo di storia che neppure il referendum dello scorso 27 aprile ha potuto evitare.

Nonostante il 60% dei votanti si espresse contro la chiusura, il numero legale di voti validi non venne raggiunto a causa della bassa affluenza (votò solo il 36% degli aventi diritto) . Ma a decretare la fine di Tempelhof sono i numeri impietosi: nel 2007 lo scalo berlinese ha accolto soltanto 350.000 passeggeri sui venti milioni atterrati in tutti gli aeroporti cittadini. Tuttavia, secondo i cinquecento manifestanti che giovedì sera, nonostante la pioggia e il freddo, si sono raccolti davanti all'ingresso per protestare contro la sua chiusura, le responsabilità della sua deludente performance commerciale sono da attribuire alle autorità politiche che poco hanno fatto per incentivare ed attrarre nuove compagnie aeree.
Difficile dare una valutazione su di chi siano le responsabilità ma è certo che una superficie libera, per di più così vasta, nel cuore della città non potesse non attirare gli interessi degli immobiliaristi e degli speculatori il cui lobbismo è tradizionalmente molto efficace ( a quanto pare non è solo un problema sardo). Sul futuro dello scalo non ci sono ancora certezze. Se da un lato il sindaco di Berlino sostiene che l’edificio verrà preservato è anche vero che, da più parti, si vociferano soluzioni alternative: uno stadio, un complesso immobiliare, un parco o un museo sono le ipotesi più gettonate.

Venendo al mio vissuto posso dire di essere stato tra gli ultimi a percorrere le sue piste. Il 29 settembre e il 2 ottobre sono infatti decollato e atterrato per e da Bruxelles con un volo della Brussels Airlines. E’ stata un’esperienza che non dimenticherò e ricordo ancora i commenti del mio collega americano: “It’s a great airport! Not busy at all, beautiful, convenient, with a profound sense of history and in the middle of the city. I can just walk from here to my house! It is incredible!”. Come dargli torto?

Ulteriori risorse:
La galleria fotografica del quotidiano Berliner Morgenpost.

(Foto: 2008 Quilmes)

Creative Commons License
Queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons.

lunedì 25 agosto 2008

Donare con piacere


Mit Lust spenden. Bei uns :) ovvero Donare con piacere. Da noi :)

E' questo il messaggio che la Banca del Seme berlinese (Berliner Samenbank, ndr) rivolge ai suoi potenziali donatori.

Simpatica anche la scelta del logo, con i "nuotatori" come colonne della Porta di Brandeburgo, e l'indirizzo di posta
elettronica - kommen(venire)@berliner-samenbank.de - che richiama velatamente (!) la metodologia della donazione ;-)).

(Foto: 2008 Quilmes - bigliettino informativo trovato in una kneipe berlinese)
Creative Commons License
Queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons.

domenica 10 agosto 2008

Un pomeriggio georgiano.


Circa mille georgiani vivono e lavorano a Berlino. Erano almeno duecento quelli che, questo pomeriggio,hanno partecipato al sit-in contro la guerra organizzato davanti alla sede del Ministero degli Esteri della Germania.
Sotto un cielo insolitamente (?)autunnale ho scattato alcune foto. Le pubblico con un pensiero particolare rivolto a L., A. e alla sua famiglia augurando che i negoziati in corso portino ad una rapida cessazione delle ostilità.

Per capire le ragioni della crisi vi rimando all'approfondimento di L.Perini da poco rientrato dalla Georgia. Cliccare su questo link.















A Georgian afternoon.


About a thousand Georgians live and work in Berlin. At least two hundred of them took part this afternoon in the sit-in against war organised in front of the German Ministry of Foreign Affairs.
Even if it was raining, I took some pictures. I publish them thinking particularly about L., A. and her family, and wishing that the ongoing negotiations will lead to a rapid cessation of hostilities.

(Foto: 2008 Quilmes)

Creative Commons License
Queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons.