People between tradition and modernity, and sometimes they come back.

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domenica 20 dicembre 2009

sabato 21 marzo 2009

I cavalli non hanno coscienza…


“I cavalli non hanno coscienza della morte, altrimenti prenderebbero paura e si metterebbero subito a fare i soldi”. E’ uno dei tanti “pensieri” che hanno caratterizzato i disegni esposti da Ambra Pittoni al Sardisches Kulturzentrum di Berlino.






Ambra Pittoni si forma artisticamente all’Accedemia di Belle Arti di Brera di Milano, in seguito frequenta la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, dove si diploma in Teatro Danza. Successivamente sviluppa un proprio percorso di ricerca attraverso l’utilizzo del video e del movimento. In Giappone approfondisce la conoscenza della danza butoh e, parallelamente, crea la sua prima coreografia Solo. Dal 2006 vive a Berlino dove ha partecipato a numerosi progetti. Contemporaneamnete alla sua attività d’artista, studia Scienza della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino.




Venerdi sera ha presentato, nelle sale della Husemannstr. una interessantissima performance multimediale dal titolo “Wo-Man?”, un ritratto di quella che, definita e rimodellata nei secoli, noi chiamiamo femminilità. La serata si è poi chiusa con la proiezione del video-arte “Molly”, una ricerca sulla relazione tra il corpo, la moda e i processi di costruzione dell’immagine e dell’identità.

domenica 15 marzo 2009

Si spengono i riflettori


Dopo cinque intense giornate, anche l'edizione 2009 del "ITB" di Berlino (International Tourismusbörse Berlin) si è conclusa. La sala Italia alle sei di questa sera appariva come nella foto: buia e quasi deserta. Eppure, come mi hanno confermato gli operatori sardi presenti qui a Berlino ( in particolare il Comune di Olbia e la Provincia di Oristano), è stata una manifestazione di grande successo anche grazie ad una nuova tendenza del mercato tedesco che sembra privilegiare le località europee a quelle degli altri continenti.


La Sardegna beneficia di questo nuovo trend grazie alla presenza di una fitta rete di collegamenti aerei low-cost. Tra i protagonisti anche il Sardisches Kulturzentrum di Berlino e Sakana Travel, un nuovo portale internet indipendente dedicato al turismo in Gallura.

venerdì 13 febbraio 2009

Berlino a Controesodo (8'59''-9'49'')


Lunedi 9 febbraio il Centro Culturale Sardo di Berlino è intervenuto in videoconferenza al dibattito organizzato a Cagliari dall`Associazione TrecentoSessanta nell'ambito del progetto Controesodo. Il tema è stato quello della valorizzazione delle potenzialità degli italiani emigrati dai territori di origine e la promozione del loro rientro.

Tra gli ospiti negli studi di Cagliari c'erano, insieme a Marco Meloni, Guglielmo Vaccaro, deputato PD e ideatore di Controesodo, Laura Garavini, deputato PD eletta nella Circoscrizione Europa, Andrea Murgia, candidato nella lista regionale La Sardegna che cambia Soru Presidente, e, in videoconferenza, Piero Mariani, vicepresidente del Circolo Sardo Ichnusa di Madrid,e Alberto Musa, presidente del Centro Culturale Sardo di Berlino.

La Sardegna guidata da Renato Soru è oggi, grazie al programma Master and Back, una delle Regioni d'Italia più virtuose sul piano delle politiche di rientro. Durante il dibattito abbiamo analizzato i risultati di quest'esperienza e evidenziato l'esigenza di rilanciarla durante la prossima legislatura regionale, alla luce delle iniziative analoghe promosse su scala nazionale. L'intervento da Berlino è compreso tra i minuti 8'59 e 9'49. Buona visione!

domenica 8 febbraio 2009

Una serata di grande partecipazione


Un pubblico numeroso e variegato, non solo sardo ma anche tedesco o proveniente da altre regioni italiane, ha seguito con vivo interesse e partecipazione la presentazione dal titolo "Il modello Sardegna. Capire una lunga stagione di riforme", che si è tenuta sabato 7 febbraio nella sala conferenze del Sardisches Kulturzentrum Berlin.

Da sottolineare anche il contributo del consigliere regionale Chicco Porcu che è intervenuto con un messaggio video da Cagliari. Al termine dell'evento è stata offerta una degustazione di vini e specialità sarde.

Riportiamo il testo della relazione introduttiva e alcune foto della serata.

Innanzitutto buonasera a tutti e grazie per essere qui. Con il Sardisches Kulturzentrum di Berlino abbiamo pensato di organizzare questo evento alla vigilia delle prossime elezioni regionali del 15 e 16 febbraio per creare uno spazio e un momento di partecipazione e dibattito capace di favorire la comprensione, ad un pubblico interessato e desideroso di approfondire le sue conoscenze, delle riforme pubbliche avviate in Sardegna a partire dal 2004.

Riteniamo infatti che l’attuale momento rappresenti un’opportunità ma anche una responsabilità individuale per ognuno di noi di capire, conoscere, intervenire e far sentire la propria voce su temi che riguardano il presente ma soprattutto il futuro prossimo della nostra regione.

Perché a Berlino? A Berlino come a Londra, Madrid o qualsiasi altra città europea o italiana c’è una forte presenza di sardi residenti all’ estero che spesso continuano a interessarsi con attenzione alle vicende isolane e il cui occhio esterno è sufficientemente distaccato e critico per costituire un interessante punto di osservazione ed analisi.

Abbiamo intitolato questa presentazione “Il modello Sardegna. Capire una lunga stagione di riforme” per due motivi. In primo luogo perché in Sardegna a partire dal 2004 e spesso anticipando politiche e problematiche che solo successivamente sono diventate parte del dibattito nazionale (per esempio nella trasparenza amministrativa, nel governo del territorio, nelle politiche energetiche o nei servizi sanitari personalizzati) è stato avviato un processo di riforme che ha interessato ogni aspetto della pubblica amministrazione e buona parte dello stesso modello di sviluppo della regione.
In secondo luogo perché quello sardo costituisce un modello a sé con delle caratteristiche specifiche che analizzeremo nel corso della serata e che verranno riassunte nelle conclusioni.

Ci tengo a precisare che, sebbene non costituisca l’unico modello possibile, possa comunque essere considerato, grazie all'esperienza amministrativa di questi anni, come uno dei modelli possibili nel percorso verso una pubblica amministrazione capace di essere finanziariamente autonoma, trasparente, responsabile verso i suoi cittadini, efficiente e capace di cogliere tutte le opportunità offerte dal federalismo fiscale minimizzandone allo stesso tempo i rischi e i costi garantendo uno sviluppo economico di lungo periodo.

Per fare questo ho ritenuto necessario strutturare la presentazione come segue. Nella prima parte verranno richiamati alcuni concetti e alcune definizioni propedeutiche ai contenuti. In particolare ci soffermeremo sui significati delle parole decentralizzazione, federalismo fiscale, “accountability” e sistema politico. Successivamente verranno indicate le cause principali che hanno determinato l’avvio del processo di riforma e infine, sulla base di queste informazioni, sarà presentato uno schema concettuale di analisi che, metaforicamente parlando, sarà la mappa che seguiremo lungo il viaggio di questa sera.


La seconda parte analizzerà le riforme in sé con particolare attenzione agli aspetti riguardanti il risanamento finanziario, la vertenza entrate, il contenimento dei costi, la riqualificazione della spesa pubblica e la riforma del bilancio.

La terza parte sarà dedicata alla programmazione strategica delle risorse, ai piani regionali, alla trasparenza amministrativa e alla presentazione di alcuni dei risultati conseguiti in particolare nelle aree relative a cultura, identità, ambiente, istruzione, trasporti e lavoro.

Infine le conclusioni riassumeranno i punti più importanti e verranno delineate le caratteristiche principali del modello Sardegna quali la forte disciplina fiscale, il rigore, l’elevata trasparenza amministrativa, la programmazione e l’integrazione delle politiche con le risorse finanziarie.

Il video messaggio del consigliere regionale Chicco Porcu per gli amici sardi a Berlino



Le foto sono un gentile contributo di www.osaiena.blogspot.com

martedì 3 febbraio 2009

Il modello Sardegna


Sardisches Kulturzentrum Berlin

Husemannstraße 28, 10435 Berlin

Sabato 7 febbraio alle ore 19, appuntamento al Centro Culturale Sardo

Discussione in vista delle elezioni regionali del 15 e 16 febbraio.

Introduzione e presentazione della serata a cura del Presidente del Centro Culturale Sardo, Alberto Musa.

Il modello Sardegna. Capire una lunga stagione di riforme.

Su questo tema verterà l'analisi di Fabrizio Palazzari ( Laureato in Scienze Politiche a Cagliari e Master in Public Managment all'Università di Potsdam).

In chiusura, dibattito col pubblico e degustazione di specialità dalla Sardegna.

Atteso il contributo video di:

Renato Soru, Presidente uscente della Regione Autonoma della Sardegna
Chicco Porcu, consigliere regionale del PD (Partito Democratico)
Ugo Cappellacci, candidato PdL (Il Popolo della Libertà) alla presidenza della Regione Autonoma della Sardegna


Maggiori informazioni:
Sardisches Kulturzentrum Berlin
Husemannstraße 28, 10435 Berlin
www.sardanet.de

Fermata della metro: U2 Eberswalderstrasse.

domenica 1 febbraio 2009

Enrico Rava, Quinteto e pensieri

Enrico Rava, la sala piu' importante dell' auditorium del Parco della Musica di Roma è strapiena, jazz in diretta su radio tre questa sera. Tutto grazie al messaggio di un amico "ORA IN ONDA IL CONCERTO DI ENRICO RAVA SUL SITO DI RADIO 3", adesso il cronista informa che "le luci si spengono in sala, tra poco entrerà in scena il Quinteto di Enrico Rava", per me è il terzo concerto jazz di quest'anno dopo quelli live di Giorgio Crobu e Filomena Campust ( che sarà di nuovo qui a Berlino il 14 marzo).

Fa nuovamente freddo, Prenzlauerberg è stata nuovamente imbiancata da una soffice coltre di neve, ho scattato qualche foto al Mauer Park.

Il concerto è iniziato, collego le casse, nel mentre termino gli "houseworks" prima che cominci la settimana. Yes, Jazz!

Ma prima un pò di surfing su internet, leggo un articolo de "L'Espresso" di questa settimana dedicato alla campagna elettorale in Sardegna quando ormai mancano due sole settimane. Si intitola "Soru sfida il cavaliere sardo" e lo trovo un bell'articolo soprattutto per la capacità di ricreare certe atmosfere dei paesi sardi. Paesi sardi in inverno quando il freddo placa gli animi, forse l'inverno aiuterà più Soru. Più razionalità per questa Sardegna d'inverno, l'estate arriverà come sempre e allora sì che il Cavaliere potrà cantare. Ma da solo, con Apicella.

Alcune parti dell' articolo:

Sant'Antioco, mezzogiorno di un sabato di gennaio, il Pierre Pub sembra il saloon di un film western, bancone di legno e birre a volontà, il paese è tutto qui, ad assistere a un duello spettacolare: il pescatore contro il governatore. «Lei ha vietato le ferrettare, perché dovremmo votarla?»,

Duecento chilometri più a nord si muove l'avversario: Silvio Berlusconi alla conquista della Sardegna, «la nostra isola», la chiama lui. La campagna elettorale la fa in albergo: al Carlos V di Alghero, un casermone sulla costa dedicato all'imperatore che nel 1541 arrivò qui e promosse sul campo i suoi abitanti: «Todos caballeroS". Subito dopo ordinò di requisire il bestiame degli algheresi per le sue truppe e lo fece macellare nella piazza Civica.


Ufficialmente il candidato alla presidenza della regione Sardegna del Pdl alle elezioni del 15 e 16 febbraio sarebbe un certo Ugo Cappellacci. Il figlio del commercialista deila Certosa che impiega metà dei suoi comizi a spiegare che lui è sardo e Soru uno xenofobo. In Forza Italia raccontano che dopo averlo imposto il premier si è già pentì to. La prima uscita è stata un disastro: gli uomini di Silvio hanno stracciato il discorso di Cappellacci e l'hanno riscritto parola per parola. E Berlusconi ha pensato che forse sarebbe stato meglio candidare una donna.

"Ma Cappellacci c'entra poco. Il vero match è tra di loro, Renato e Silvio, mister Tiscali contro Sua Emittenza. Nei prossimi giorni verranno gli inviati della stampa internazionale, "Le Monde, "Liberation", "Daily Telegraph", per raccontare una campagna elettorale mai vista: un premier che nel pieno della crisi economica mondiale passa tutti i fine settimana in Sardegna a promettere piani Marshall di investimento straordinario per l'isola e un governatore che si imbarca in una corsa all'antica, picaresca, on thè road, paese per paese: Berchidda, Gonnesa, Siniscola, Dorgali, San Giovanni Suergiu... Spiegamento di forze mediatico senza paragoni per un'elezione regionale, per capire se il duello sardo è l'anticipo di quello nazionale. Due ricchi imprenditori entrati in politica, entrambi proprietari di giornali, entrambi destinati a suscitare amori e odi, eppure distanti in tutto: perfino nel senso dell'umorismo. "




Soru si aggrappa a una vezzosa sciarpetta pervinca, il colore di Tiscali, per proteggersi dal maestrale e macina chilometri a bordo della sua Audi, va a cercarsi i voti uno a uno. «Non voglio filtri, intermediazioni», ripete. Anche a costo di affrontare le contestazioni. A Fluminimaggiore, tremila abitanti, murales di Corto Maltese lungo la strada, l'ex presidente arriva all'ora di pranzo.

Una gara personale, nel vuoto della politica, nel deserto lasciato dai partiti. Anche in Sardegna le bandiere sono sparite, le sezioni non esistono più, i segretari locali non si incontrano mai, a fare da battistrada al candidato presidente rimangono solo i sindaci. Il Pd, il partito di Soru, arriva dilaniato alla sfida.


Durante il giro di Soru nel Sulcis, dove Cabras ha la sua base elettorale, il senatore non si e mai fatto vedere e ha annunciato che nella settimana prima del voto sarà in America per una missione parlamentare: provvidenziale per non essere messo nella scomoda necessità di chiedere voti per l'odiato governatore uscente.


Ma chissà, se dopo un anno di sconfitte del Pd Soru ferma il conquistatore di Arcore in Sardegna molte cose sono destinate a cambiare anche in Italia. Anche Berlusconi l'ha capito: toccherà a Soru l'alieno provare a far ruzzolare per terra il suo strapotere. E non solo lì dove soffia il maestrale.

giovedì 15 gennaio 2009

Maria Giacobbe endorsment


Mi è stato inviato l' endorsment di Maria Giacobbe per Renato Soru, lo pubblico molto volentieri:

"Sono veramente dispiaciuta di non avere il diritto, in quanto emigrata, di essere fra i Sardi del'Isola - che spero e mi auguro siano la maggioranza! - che daranno a Renato Soru il loro voto.

Renato Soru, è l'uomo che per la sua luciditá di vedute, la sua indiscutibile onestà privata e politica, la sua lungimiranza senza compromessi nel programma di difesa e di sviluppo della nostra Isola, meglio rappresenta ciò che politicamente io desidero per la Sardegna.

E' perciò con tutto il mio cuore e la mia mente che mi unisco agli altri Sardi della diaspora nell'augurio che la maggioranza dei votanti sardi non si lascino ingannare da vecchi e corrotti imbonitori berlusconiani, ma restituiscano il Presidente Soru alla guida della nostra regione."

Maria Giacobbe
scrittrice

nata a Nuoro
residente a Copenaghen (Danimarca)

domenica 4 gennaio 2009

Filomena Campus a Berlino


Una serata invernale, buia, innevata, fredda e silenziosa. I tram al capolinea della Nordbahnof e intorno quasi nessuno; poi una breve camminata a piedi lungo la Invalidenstr., una grande fabbrica degli anni '20 trasformata in un centro culturale, un ampio cortile interno, le indicazioni del jazz club, una scala di accesso ad un grande seminterrato.

In questo contesto quasi da film appare la sala con i tavolini rotondi, le luci soffuse e il palco. Una voce solare guida il trio, è proprio vero: "La sua voce non canta ma ha qualcosa di piu viscerale. Cattura il suo pubblico comunicando espressività con ogni parte del corpo fino alle dita" (Mary Brosnan, Londra, Aprile 2008)


Filomena Campus cantante Jazz, regista di teatro e docente universitaria. Nata in Sardegna, vive dal 2001 a Londra. Ha collaborato tra gli altri con musicisti di fama internazionale quali Guy Barker, Orphy Robinson, Jean Toussaint, Byron Wallen, Cleveland Watkiss. Assieme a Rowland Sutherland ha fondato il quintetto internazionale Jazz "In Kimbe". Uno dei suoi ultimi grossi successi lo ha celebrato con la sua compagnia Theatralia.






Nel 2007 ha curato l'adattamento, la traduzione e la regia di "Misterioso: Viaggio nel silenzio di Thelonious Monk" di Stefano Benni, che fa il tutto esaurito ai Riverside Studios a Londra, e partecipa al Festival di Edimburgo 2008. "La sua voce non canta ma qualcosa di piu viscerale. Cattura il suo pubblico comunicando espressività con ogni parte del corpo fino alle dita" (Mary Brosnan, Londra, Aprile 2008). www.filomenacampus.me


Filomena Campus Trio
International Jazz at Kunstfabrik Schlot
Sat 3rd January 2009 21.30
Chausseestrasse 18 10115 Berlin Tel.030-4482160
www.kunstfabrik-schlot.de

domenica 7 dicembre 2008

La Provincia di Nuoro a Berlino


La Provincia di Nuoro, in collaborazione con il Centro Culturale Sardo di Berlino, ha organizzato una presentazione del proprio territorio nella capitale tedesca. Alla manifestazione sono intervenuti Roberto Cadeddu, Assessore allo Sviluppo economico della Provincia di Nuoro, Mario Angioi, Presidente del Sistema Turistico Locale (STL) della Provincia di Nuoro e Giuseppe Ciccolini, Sindaco di Bitti.


L'evento odierno è stato ospitato nella sede del Centro Culturale Sardo e si è articolato in due differenti spazi. Nelle nuove sale, situate al piano terra della Husemannstraße 28 , sono stati esposti oggetti di artigianato tipico e prodotti agroalimentari, mentre nella sala conferenze del primo piano sono stati proiettati due documentari sulle bellezze ambientali e le risorse turistiche della Provincia di Nuoro ed del territorio del Comune di Bitti. L'incontro è stato accompagnato dalla degustazione di specialità enogastronomiche tipiche del Nuorese.


La scelta della Germania e di Berlino non è stata casuale. Da un lato quello tedesco è il mercato turistico più importante che, grazie alla sua attenzione non solo per il mare ma anche per la cultura e le tradizioni, ben si coniuga con l'offerta turistica della Provincia di Nuoro che punta alla destagionalizzazione e al coinvolgimento dei comuni interni in un'ottica di turismo sostenibile.
Dall'altro la presenza a Berlino del Centro Culturale Sardo ha rappresentato, con la sua vivace e riconosciuta attività culturale e sociale, il partner ideale nella ricerca di nuove strategie promozionali capaci di creare sinergie tra la Sardegna e le comunità sarde residenti all'estero.
Quelle che seguono sono le foto di alcuni momenti rappresentativi della giornata.

Le nuove sale del Centro Culturale Sardo situate al piano terra della Husemannstraße 28.









Proiezione del documentario sulle bellezze ambientali e le risorse turistiche della Provincia di Nuoro.






martedì 21 ottobre 2008

Milena Agus a Berlino


IM SARDISCHEN KULTURZENTRUM
Husemannstr. 28 - 10435 Berlin-Prenzlauer Berg

BERLIN, Dienstag 21. Oktober 2008 um 19.00 Uhr
BERLINO, Martedì 21 Ottobre 2008 alle ore 19:00

Milena Agus

DIE FLÜGEL MEINES VATERS
(Originaltitel: Ali di Babbo)

Nach "Die Frau in Mond"
Der neue Bestseller von Milena Agus


Lesung mit Milena Agus
Moderation und Übersetzung: Maike Albath
Lesung der deutschen Passagen: Franziska Stavjanik

Incontro con Milena Agus
Moderazione e interprete: Maike Albath
Letture dal tedesco: Franziska Stavjanik

"Eine wunderbare Frauengestalt: ausgefallen, rebellisch, sinnlich und großzügig." [RTL]
"Man möchte nur eines: dieses Buch nie mehr zuklappen und weglegen." [Le Monde]

Veranstaltet von Hoffmann und Campe Verlag GmbH
In Zusammenarbeit mit Sardisches Kulturzentrum und Italienisches Kulturinstitut Berlin
Eintritt frei! Platzreservierung: 030 34356635 / info@sardanet.de

sabato 4 ottobre 2008

Sergio Frau presenta "Atlantika"


Sergio Frau, scrittore e giornalista de “La Repubblica”, ha presentato al Museo delle Culture Europee di Berlino Atlantika”, l’edizione in tedesco del libro “Le Colonne d’Ercole, un’inchiesta che nel 2002, anno della sua pubblicazione, suscitò un appassionato dibattito tra gli studiosi della storia antica del Mediterraneo. Si tratta di un’inchiesta che presenta fatti, li esamina, e li sottopone a processo per dimostrare come nell’antichità il pericoloso confine delle Colonne d’Ercole fosse in realtà costituito dal Canale di Sicilia e come e perché, in epoca ellenistica, venne spostato e localizzato a Gibilterra.

Secondo la tesi argomentata da Sergio Frau tale spostamento fu la conseguenza delle conquiste e delle scoperte operate da Alessandro Magno. Una volta che il Mondo conosciuto si espanse asimmetricamente dall’Asia Minore verso Oriente sino a portarne i confini sulle rive del Gange fu quasi inevitabile che si trasferissero più in là anche i confini Occidentali; esattamente come Eratostene fece nel III secolo avanti Cristo ripristinando l’originale equilibrio.

Riportare nuovamente le Colonne d’Ercole sul Canale di Sicilia non significa solamente ridisegnare la geografia del Mondo Antico ma significa riportare all’interno del Mediterraneo Occidentale tutti quei miti e quelle leggende che lo spostamento a Gibilterra aveva invece relegato al di fuori, trasformandoli in qualche cosa di vago, leggendario e introvabile: come per l’appunto avvenne con il mito di Atlantide. Ecco quindi che, secondo Frau, quell’isola favolosa oltre le Colonne d’Ercole, descritta dagli antichi come terra strabiliante, ricca di metalli di ogni tipo, dal clima mite, abitata da genti temute e potenti e sconvolta da un terribile disastro naturale è identificabile nella Sardegna che si trova proprio oltre lo stretto di mare tra Sicilia e Tunisia.

Presentare questa affascinante tesi ad un pubblico esigente e dalla prestigiosa tradizione archeologica come quello tedesco non era un compito facile ma la prova è stata superata con grande competenza. Grazie ad un linguaggio molto chiaro, piacevole e ricco di esempi, all’ottima coordinazione con l’interprete, all’uso di immagini e supporti audiovisivi Sergio Frau è riuscito a creare la complicità e l’interesse necessari per coinvolgere il pubblico in un viaggio, nello spazio e nel tempo, sicuramente complesso ma altrettanto ricco di fascino proprio per la sua prossimità con il mito.
La presentazione ha seguito l’impostazione del libro. Frau ha innanzitutto illustrato come la sua intuizione sia nata dopo essersi avvicinato alle analisi geologiche su come era il Mediterraneo millenni fa, compiute da Vittorio Castellani, ordinario di Fisica stellare all’Università di Pisa. Nel libro “Quando il mare sommerse l’Europa” Castellani spiega, con un attento contributo cartografico, che nella protostoria (circa 5000 anni fa) il livello del mare Mediterraneo era molto più basso di quello attuale. Ed è proprio qui che Frau si trova di fronte la mappa dello stretto di Gibilterra e, nella pagina a fronte, quella del canale di Sicilia, dove allora i fondali erano più bassi di circa duecento metri rendendo il canale irriconoscibile e trasformandolo in un braccio di mare molto stretto. Frau ha continuato con la descrizione e l’analisi dei testi e delle parole degli antichi: Omero, Platone, Ramses III solo per citare i principali. Ha indicato come questi testimoni narrano di un’ isola favolosa oltre le Colonne d’Ercole e di come fu poi sconvolta da un terribile schiaffo marino di Poseidone che abbatté migliaia di torri e seppellì nel fango intere città, costringendo i superstiti a emigrare verso nuove terre.
Le torri sarebbero i nuraghi sardi che ancora caratterizzano i paesaggi dell’isola (8000 quelli ufficialmente censiti, 24000 quelli stimati) e questo sarebbe un altro elemento che confermerebbe la tesi rivoluzionaria secondo la quale la Sardegna era l’antica Atlantide. Secondo Frau anche la fine della civiltà nuragica sarebbe dovuta ad eventi naturali catastrofici come un tremendo Tsunami che avrebbe colpito l’isola. Questo spiegherebbe perché lungo la costa ed in particolare nella piana del Sinis i nuraghi sono danneggiati o sepolti da un profondo strato di fango esattamente come, nella chiusura della presentazione, hanno dimostrato le suggestive immagini dall’alto che Francesco Cubeddu ha scattato dal suo paramotore. E’ questa forse la parte più controversa di tutta la teoria e lo scrittore ha assicurato che soltanto accurate analisi geologiche potranno dare ulteriori risposte alle sue tesi e placare le polemiche come quelle che, sulla scia del successo del libro, portarono trecento studiosi di scienze dell’antichità del mondo Mediterraneo ( di cui circa la metà sardi o comunque appartenenti ad istituzioni sarde) a firmare un appello contro le “recenti operazioni mass-mediatiche intorno al passato della Sardegna”. Da allora comunque “Le Colonne d’Ercole” ha raccolto non solo critiche ma anche consensi nell’ambito della comunità scientifica internazionale e l’autore ha dato vita in
oltre ad una mostra “Atlantika” che è approdata all’Accademia dei Lincei a Roma e all’UNESCO a Parigi. L’esposizione propone una straordinaria lettura iconografica dell’Isola-Mito attraverso suggestive fotografie e montaggi virtuali che si vorrebbe portare anche in Germania. Con la sua presentazione a Berlino e con la prossima partecipazione alla fiera del libro di Francoforte Sergio Frau ha comunque già intrapreso due passi importanti per cercare di svelare i misteri del passato ad un popolo da sempre interessato al mondo antico.
L’incontro è stato organizzato dal Centro culturale sardo di Berlino ed è stato l’ultimo di una serie di eventi che hanno fatto da cornice alla mostra fotografica "La Sardegna vista da dentro vista da fuori" che si sarebbe dovuta concludere il 31 agosto ma che, grazie al grande successo, è stata prorogata sino al 28 settembre. Secondo i responsabili del museo, con i suoi 7500 visitatori in un solo mese, è stata, tra le iniziative dedicate alle regioni europee, quella che ha registrato il maggior afflusso di pubblico, testimoniando quanto sia forte in Germania il desiderio di conoscere la Sardegna, la sua cultura e la sua storia



(Foto: 2008 Centro culturale sardo Berlino e F.Cubeddu)

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venerdì 26 settembre 2008

SCHINEPISCI, LA PRIMA A BERLINO


Il Centro Culturale Sardo di Berlino ha presentato in anteprima lo spettacolo teatrale Schinepisci di Ilaria Nina Zedda, una produzione dell’associazione culturale "L'Aquilone di Viviana"di Serrenti, Cagliari. La cornice dell’evento è stata il Kulturbrauerei di Prenzlauerberg, una ex fabbrica di birra in uno dei quartieri più vivi e dinamici di Berlino. Era la prima volta che una giovane compagnia teatrale sarda presentava uno spettacolo nella capitale tedesca e il loro coraggio è stato ripagato da un pubblico numeroso ed entusiasta.

“Schinepisci” significa lisca di pesce e rappresenta un sistema formale mnemonicometrico utilizzato dai cantadoris del Campidano per le gare di improvvisazione poetica. I poeti improvvisatori tessono all’interno della poesia mille fili di ragionamento differenti, non legati tra loro da schemi logico-narrativi, per arrivare a svelare nel finale il tema principale, che è rimasto virtuosamente nascosto per tutta la durata della gara. Sono gli stessi fili che i protagonisti dello spettacolo tessono intorno a quello che è l’elemento centrale della scenografia: una grossa cisterna per l’acqua, ricostruita tridimensionalmente in un laboratorio scenografico e identica a quella che si trova tutt’ora in via Pertini a Quartucciu.

La piéce è la storia sub-urbana di un gruppo di giovani sardi che ricerca se stesso nell’arco di una notte di carnevale. In uno dei tanti “non luoghi” di quella che potrebbe essere una qualunque periferia europea si rincorrono le loro storie, amori e paure tra musiche rap sarde, cartoni animati anni ’80, launeddas, mamutones, droga, graffiti e rifiuti. Schegge di un mondo, raccontato con forte sensibilità e interpretato con grande passione, che per molti giovani della Sardegna di oggi non solo non lascia spazio ai sogni ma che a tratti sembra addirittura precipitare. Perchè ha smarrito le chiavi della propria memoria anche se non ha ancora perso la speranza di poterle ritrovare. Come quando, dall’alto della cisterna, i protagonisti rivedono quelle che, negli anni '40, erano “le serre più grandi d’Europa” e dove adesso ci sono solo palazzine dall’architettura americana.
Schinepisci è anche questo, una finestra sul cavedio per fare luce sulla memoria e un messaggio che ci riporta con forza al presente. In un periodo in cui in Sardegna si scontrano visioni opposte del paesaggio e della sua tutela, vale la pena interrogarsi sui valori non solo economici ma anche simbolici, storici e identitari del paesaggio che ci circonda. Da questo punto di vista lo spettacolo odierno, con la sua grande cisterna divenuta prima un “non luogo” e poi una traccia viva del paesaggio giovanile, è stato sicuramente un’altra tessera di quel mosaico che, partendo da Ballo a tre passi di Salvatore Mereu e arrivando al più recente Sardinia Blues di Flavio Soriga, sta ricomponendo, questa volta con il teatro, il volto della Sardegna contemporanea. Un volto che, per usare le parole della regista, non è solo quello “dell’isola felice di cui parlano i mass media”.



Link:
Schinepisci, il teatro sardo a Berlino (articolo di L.P.)
Centro Culturale Sardo di Berlino

(Foto: 2008 Quilmes)

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mercoledì 24 settembre 2008

Schinepisci. L’Avanguardia sarda a Berlino


Anteprima in Germania
L'Avanguardia sarda a Berlino
SCHINEPISCI
Interior design of Sardinia’s poets
Regia: Ilaria Nina Zedda

24 e 25 settembre 2008, ore 20:30
nella Kulturbrauerei – Kesselhaus – Berlino
Sredzkistr. 1 - 10435 Berlin Prenzlauer Berg
Biglietti: 12/8 Euro – 0049 30 44315151

Il Centro Culturale Sardo di Berlino presenta in anteprima lo spettacolo teatrale SCHINEPISCI di Ilaria Nina Zedda.

Lo spettacolo è una produzione dell’Associazione culturale l’aquilone di Viviana di Serrenti, Cagliari. Per la prima volta una giovane compagnia teatrale sarda presenta uno spettacolo a Berlino, in un’ex-fabbrica di birra nel quartiere dei giovani a Prenzlauer Berg.

La regista e autrice Ilaria Nina Zedda porta in scena l’autentica Sardegna di oggi e non "l’isola felice di cui parlano i mass-media per via delle frequentazioni estive dei VIP".

Ulteriori informazioni :

Programma della Kulturbrauerei
www.kulturbrauerei-berlin.de/



(Foto: 2008 Quilmes)

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sabato 23 agosto 2008

Identità e dintorni


L’unica identità è la mia carta di identità”. Inizia con questa battuta la risposta di Giorgio Todde quando gli chiedo quale sia la sua idea di identità che tanta importanza riveste nel dibattito culturale sardo. Poi però aggiunge “Le risponderò portandole come esempio quanto avviene in medicina, dove solitamente il paziente si accorge dell’esistenza e dell’importanza di un organo solo quando questo è malato. Ecco com’è l’identità in Sardegna”. La sinteticità e l’efficacia, uniti all'ironia a tratti caustica, lasciano poco spazio agli equivoci e confermano positivamente le mie aspettative sull’incontro di giovedì sera al Museum Europäischer Kulturen (Museo delle Culture Europee, ndr) di Berlino.

Giorgio Todde e Maria Giacobbe hanno partecipato alla presentazione di due loro libri, “L’occhiata letale” e “Diario di una maestrina”, recentemente tradotti in tedesco. La serata si è aperta con una breve analisi della letteratura sarda contemporanea, seguita dalla lettura di alcuni brani in tedesco e in italiano poi conclusasi con le domande del pubblico. I due autori sono apparsi essere persone molto piacevoli, aperte al dialogo e a loro modo impegnate pur proveniendo da esperienze differenti.

In Danimarca da oltre quarant’anni, Maria Giacobbe è nata a Nuoro e scrive in italiano e danese da Copenhagen dove vivono anche i suoi figli. Ama la Sardegna, ogni volta che torna la trova sempre più bella ma non altrettanto può dire della sua gente che gradirebbe più “buona”. Vorrebbe vedere una Sardegna che cambiasse diversamente, che fosse capace di offrire più opportunità ai suoi giovani. Insomma, proprio perché l’ama ne è così critica.

Giorgio Todde è cagliaritano.
Nel capoluogo sardo svolge la professione di medico oculista ma è anche un intellettuale attivo, scrive per la Nuova Sardegna ed è stato membro del comitato scientifico che ha contribuito all’elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale. Quando un signore tedesco gli chiede che cosa significhi per uno scrittore vivere in un’isola risponde “Non ho mai vissuto l'insularità come un limite e non ha mai sentito l'esigenza di lasciarla. Già dagli anni cinquanta Cagliari era collegata a Roma da otto voli giornalieri...”.

Dopo gli autografi e le fotografie ci siamo intrattenuti per circa due ore nel parco dove è stato allestito un buffet e si è parlato dei temi più svariati: dalla politica regionale al paesaggio, dall’esperienza qui a Berlino alle sfide prossime a venire.
Maria Giacobbe ha raccontato dei significativi aneddoti della sua infanzia e quando le ho chiesto quale fosse il suo segreto per mantenersi così giovane mi ha confidato “Pensare di avere sempre cinque anni, ma soprattutto conservare sempre la curiosità dei cinque anni”.

(Foto: 2008 Quilmes)

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domenica 17 agosto 2008

Sardisches Sommerfest


Per chi è rimasto a Berlino quello odierno è stato il vero Ferragosto. Nella cornice del parco del Museum Europäischer Kulturen (Museo delle Culture Europee, ndr) si è svolta la Sardisches Sommerfest , una festa di mezza estate organizzata dal Centro Culturale Sardo di Berlino che ha visto la partecipazione di un gran numero di connazionali, tedeschi e ovviamente sardi residenti in Germania o in visita nella capitale tedesca. E’ stato il momento centrale della Sardische Kulturtage , un ciclo di eventi che dall’inizio di agosto sta proponendo al pubblico berlinese una Sardegna pluriforme tra arte, musica, letteratura, storia e cultura. Ancora una volta l’organizzazione del Sardisches Kulturzentrum Berlin è stata impeccabile, confermando quanto di buono fatto negli ultimi tempi e dimostrando come l’idea di proporre la cultura sarda in maniera dinamica e moderna continui a suscitare un forte interesse in un pubblico sempre più variegato e partecipe.

La giornata si è aperta con un giro di degustazioni di prodotti tipici cui hanno fatto seguito alcuni tra i piatti piu tradizionali della cucina isolana: maloreddus alla campidanese, culurgiones, cinghiale allo spiedo, sebadas accompagnati dagli immancabili vini Nuragus e Cannonau. Sullo sfondo le tavolate imbandite nei prati e le musiche del duo jazz di Giorgio Crobu e Veronika Vogel. Dopo la premiazione del quiz a premi sulla storia della Sardegna si è poi continuato a conversare e degustare sino a tarda sera. Il prossimo appuntamento è per giovedì 21 agosto sempre al Museum Europäischer Kulturen: gli scrittori sardi Giorgio Todde e Maria Giacobbe presentano i loro ultimi libri.


Seguono alcune foto della giornata:









(Foto: 2008 Quilmes)

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