People between tradition and modernity, and sometimes they come back.

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giovedì 15 luglio 2010

Una lettera d´estate

Lo scrivere e l' aspettare di ricevere una lettera hanno una sorta di fascino misterioso. A maggior ragione, in una torrida estate come questa che non risparmia nessun angolo d´Europa (anche oggi ci sono 36 gradi..), una lettera d'estate diventa un po’ come un libro per l'estate. E come un libro, con tanta luce e calore, si carica di inebriante energia.

A proposito, il mio libro per questa estate, che ho quasi terminato, è "Il cuore dei Briganti" di Flavio Soriga. Ho letto quasi tutto di Soriga e mi sono sempre piaciuti i suoi romanzi ed è anche per questo che ho comprato questo suo ultimo lavoro. Inizialmente però la sua lettura non mi ha convinto come le altre volte, forse perché non pensavo che mi sarei trovato di fronte un romanzo picaresco. Poi però sono entrato nella parte e devo dire che adesso mi sta coinvolgendo parecchio. Un' avventura fuori dal tempo nell'isola di Hermosa (forse l´isola che conosciamo...).

(Foto Senzaoggetto 2010)

martedì 27 aprile 2010

Quasi un western...


La luce, forte – abbagliante - sicura, è ormai arrivata anche a queste latitudini (del resto era ora dopo questo lunghissimo e buio inverno, ndr) anche se e´nell’ isola che ha dato il meglio di sé. E´vero che laggiù presto lascerà lo spazio ad un sole spietato dal quale proteggersi però intanto mi ha regalato tante immagini che non dimenticherò e che in qualche modo hanno scandito le mie due settimane in Sardegna.

Prima fra tutte quella dei vagoni merci in sosta all'ingresso della stazione di Sassari: sembrava quasi di essere finito in un film Western. In un pomeriggio di aprile, dopo aver attraversato a piedi tutto il centro storico, dal Museo Sanna sino alla stazione passando per Piazza Italia, ecco rivelarsi uno scenario incredibilmente aperto e di orizzonti quasi infiniti. Le nuvole bianche e veloci, i binari bruni e arrugginiti, gli edifici sullo sfondo chiari, sinuosi e bassi con intorno brezza, silenzio e ombre. Davanti a me qualche turista con zaino e bicicletta insieme a dei viaggiatori difficilmente inquadrabili come pendolari.

Il pendolarismo richiama, infatti, immagini di movimenti urbani rapidi e veloci, con porte delle carrozze che si aprono in simultanea per fare entrare ed uscire istantaneamente decine di passeggeri, fermate brevi e frequenti in paesaggi metropolitani. Quelli di Sassari sembravano invece destinati ad un percorso lento e tortuoso in campagne dai panorami mozzafiato con falesie, nuraghi e altipiani di altri tempi e di altri spazi. Dal finestrino delle carrozze avrebbero di lì a poco visto greggi e buoi con nel mezzo una ricchissima fauna selvatica in piena attività: falchi, poiane e altri rapaci. Non importa se poi anche loro avrebbero atteso, tra telefonate e letture, di rientrare a casa dopo una lunga giornata di lavoro o di commissioni: quel paesaggio li avrebbe comunque resi più viaggiatori che pendolari.

venerdì 22 gennaio 2010

10 anni di email


Pensavo fosse spam invece era un calesse...a parte gli scherzi, pensavo fosse spam ed invece era hotmail che mi ringraziava per utilizzare la stessa casella di posta elettronica da 10 anni. Wow! Così in fretta passa un decennio?! E dire che l'indirizzo attuale nacque per essere temporaneo. Avevo già da qualche anno un account con il mio nome e cognome per esteso separati dal segno di "trattino in basso " , conosciuto meglio come "under score", però dimenticai la password e al terzo tentativo mi fu bloccato l'accesso. Prova e riprova alla fine mi misi a creare di fretta un altro account, le possibilità erano più limitate e, alla fine, non so come, il nuovo divenne fab sempre con il trattino e il resto del cognome. Un indirizzo asimmetrico, incompleto. Ma così è rimasto e adesso dopo un decennio è ancora lì come me a sorseggiare in aereo del succo di pomodoro rigorosamente servito con sale e un pizzico di pepe...proprio come un decennio fa...mmm..squisito! ;-)

domenica 20 dicembre 2009

lunedì 11 maggio 2009

Bonn Bonn


Innanzitutto desidero scuarmi con i miei cinque lettori e lettrici per questa lunga pausa. Capita anche se comunque e' un piacere ritornare nella blogosfera con tante nuove fotografie e racconti.Sono stato a Bonn con il superveloce ICE e devo dire che ero molto affascinato dall'idea di conoscere finalmente la ex-capitale tedesca.Una capitale atipica soprattutto al cospetto di Parigi e Londra contribuendo così a rafforzare lo stereotipo del "gigante economico e nano politico" della Germania Ovest.


Bonn la città della cancelleria ma anche di Beethoven e degli orsetti delle caramelle Aribo che dal 1922 addolciscono le giornate di grandi e piccini ("Das Original" come dicono qui in Germania e io personalmente ne consumo ormai due confezioni a settimana, ottime!).






Ma Bonn è anche una città fluviale con il mitico Reno che ne segna i contorni e i ritmi grazie anche ad un intensissimo traffico di chiatte e battelli. La sua corrente è poderosa e gli argini verdi e alberati tanto da ricordarmi in certi tratti Trento con l'Adige. Così come alcune vie del centro storico mi hanno fatto pensare alle vie del quartiere di Palermo Viejo a Baires.

Questa è un pò l'illusione di tanti anni di viaggi ed esperienze che portano spesso a fondere assonanze ma anche contrasti visivi e cromatici.

martedì 31 marzo 2009

Sulla via di Agadez


Vi suggerisco la visione del seguente video-reportage esclusivo "Sulla via di Agadez. Le rotte dei migranti e dell'uranio" di Fabrizio Gatti.

E' probabilmente uno dei migliori reportage-giornalistici italiani che ho visto negli ultimi anni.

Racconta di come, in questo momento, migliaia di africani stiano risalendo l'antica via del deserto lungo Agadez in Niger, con destinazione la Libia e poi Lampedusa, e di come la guerra per l'uranio abbia di fatto sottratto questa rotta al controllo delle forze governative e di polizia rendendola così instabile e quindi lasciando campo libero ai trafficanti di uomini e donne.

Il video si chiude con la canzone "Sulla via di Agadez " cantata dalla bellissima voce di Rachele Colombo.
Buona visione!

Link: video-reportage esclusivo "Sulla via di Agadez".

(Foto: Fabrizio Gatti - Espresso)

giovedì 1 gennaio 2009

Casa dolce casa


Dopo un viaggio di dodici ore è una bellissima sensazione quella di aprire la porta di casa e trovare tepore e le cose esattamente come lasciate. Stranamente in ordine questa volta.

Partenza alle 5.15 dall'autarchica cittadina mineraria, un'ora di macchina sino a Decimomannu e nel mezzo un fitto banco di nebbia tra Siliqua e Uta che ci costringe a ridurre la velocità a 60 Km/h. La stazione ancora chiusa e poi l'arrivo del capostazione con tanto di sorriso e aguri di buon anno, non male un pò di umanità tra binari arrugginiti e la nuova cartellonistica Trenitalia.

Tempo di sentire galli e cani in lontananza per poi vedere comparire i fari prima opachi poi più intensi della "Freccia della Sardegna". Un locomotore diesel con quattro carrozze e tanti giovani di rientro dal capodanno cagliaritano: scenderanno tutti tra San Gavino e Oristano. Poi a Macomer Trenitalia informerà che il treno ha accumulato un ritardo di 35 (trentacinque!) minuti e si scuserà con i clienti ma quando arriverà a Olbia sarà ormai stato ridotto a diciannove. In ogni modo tutti ormai aspettano il Talgo spagnolo.

Olbia "La Grassa" (me lo concedete?) è sempre la stessa: un microclima primaverile, nuove costruzioni e un aspetto molto ordinato (saranno i preparativi in vista del G8?). L'imbarco è dall' uscita sei ma non è ben indicato o io sono ancora addormentato..tant'è…mi accorgo di essere al "gate" sbagliato appena dieci minuti prima dell'imbarco. Ma va tutto bene, Easyjet è puntualissima, l'aereo è pieno e il cielo sereno sino alla cintura alpina. Ho il tempo di fotografare Trento, Rovereto, Arco e Mezzolombardo con l'inserabile Mezzocorona perché poi diventerà impossibile.

Tutta la Germania è coperta da una spessissima coltre di nubi, quando alle 15.15 tocchiamo terra a Berlino è praticamente già buio, il bordo pista innevato e la colonnina del mercurio segna meno quattro. Silenzio intorno. Perchè siamo in Germania e perchè mi si sono tappate le orecchie. S-Bahn, Alexander Platz e poi U-Bahn sempre in questa strana atmosfera silenziosa e quasi ovattata. Poi apro il portone, attraverso il buio hinterhof, salgo le scale e finalmente apro la porta di casa.

Nel mentre ho mandato e ricevuto messagini di auguri, a proposito...auguri di nuovo per un sereno, fortunato e ricco 2009!!!

venerdì 3 ottobre 2008

L' Atomium di Bruxelles


Non so se sia dipeso dai primi raggi di sole dopo tre giorni di pioggia continua, o dal fresco vento oceanico che spazzava le nuvole in attesa del prossimo fronte, o dalle ombre allungate del tardo pomeriggio su parchi ormai multicolore.

Fatto sta che in, questa cornice, l’Atomium di Bruxelles mi è sembrato fantastico. Con le suo lucenti sfere di metallo, la sua struttura reticolare e il profumo di “nuovo” dei suoi interni anni ’50, conserva ancora tutta l’energia del Expo ’58, dove la tecnica era il Verbo che ancora oggi ogni suo bullone racconta.

Link: Official website Expo '58

(Foto: 2008 Quilmes)

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martedì 19 agosto 2008

Il "lato B" di Dresda


Ogni Paese ha un lato nascosto. In Germania per esempio il naturismo (Freikörperkultur) ha una lunga tradizione, particorlamente tra i tedeschi dell'Est, colloquialmente chiamati "Ossis" ( da Ost che significa Est, ndr). Nato per combattere l'urbanesimo della rivoluzione industriale e riavvicinare i cittadini alla natura, divenne durante gli anni della DDR una delle poche libertà concesse dal regime comunista: agli "Ossis" non era permesso spostarsi nell'Ovest ma era concesso liberarsi dei vestiti nelle rive dei laghi o nelle bianche spiaggie del Baltico.

Una tradizione che, a ben vedere, continua e si ripete come ho avuto modo di constatare la scorsa settimana durante un breve soggiorno a Dresda. Davanti ad un centro commerciale alcune ragazze protestavano con estrema "naturalezza" contro l’eccessivo utilizzo di imballaggi per la vendita dei prodotti di consumo e offrivano spiegazioni alla domanda “Ask me why I am naked”. Come dargli torto?



The "B-side" of Dresden


Every country has a hidden side. In Germany for example naturism (Freikörperkultur) has a long tradition especially among East Germans also called "Ossis" (in German Ost means East). It was born a the end of XIX century to contrast the urbanization of the industrial revolution and to bring people back to nature. In the former DDR naturism became really popular under communist rule and "Ossis" enjoyed naturist holidays by the lakes or in the white sandy beaches of the Baltic Sea.

Nowadays that tradition continues indeed. In fact, people in East Germany still find themselves pretty comfortable with it as I noticed last week in Dresden. In front of a shopping mall there were some girls campaigning against product packaging in a really interesting way. They wore just a white apron with the following sentence "Ask me why I am naked". We do support them, don't we?


(Foto: 2008 Quilmes)

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